I vini, in Calabria, hanno tutti storia Millenaria, infatti i greci definivono la Calabria ENOTRIA che in greco significa "terra del vino".
A cominciare dal Cirò che si produce nella località omonima nei pressi di Crotone e che veniva offerto in dono agli ospiti illustri della Magna Grecia e agli atleti vincitori delle Olimpiadi.
Oggi la Calabria produce quattordici vini DOC, vale a dire di Denominazione di Origine Controllata, provenienti dalle zone vinicole di Bivongi, Cirò, Lamezia Terme e Castrovillari.
La produzione si estende a decine di altri bianchi e rossi di pregio e unici , come a Bianco sulla costa jonica dove si coltivano vitigni di greco bianco, nerello e sangiovese.
Il vino Greco di Bianco nasce dal più antico vitigno in Italia, realizzato dai primi greci sbarcati in Calabria.
Ai vini Doc, si aggiungono altri quindici contrassegnati dal marchio IGT, vale a dire di Indicazione Geografica Tipica.
Gli altri vini calabresi, non meno famosi, sono quelli che si producono nelle zone di Sibari, di Cosenza e di Reggio Calabria.
Ottimi anche i vini delle zone di Vibo e di Rossano.
Il vino è sempre stato un bene prezioso come l'olio di oliva, infatti sia Greci che i Romani utilizzavano grosse anfore per trasportare olio e il vino sulle proprie navi che coprivano le rotte commerciali di tutto il Mar Mediterraneo in modo da fornire (e di rifornirsi ) tutte le loro colonie di questi preziosi alimenti naturali.
Il Cirò, vino Doc (D.M. 25/09/89-G.U. n.85 del 11/04/90-), ha una gradazione alcolica piuttosto elevata, supera infatti spesso i 14° e ha una struttura di tutto rispetto. Il colore è rosso rubino intenso, con profumi vinosi in gioventù che si evolvono in un bouquet ricco e ampio; si presta bene a un affinamento di sei-otto anni.
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