Perché il Governo ha avviato controlli straordinari sul settore olivicolo?
Il Ministero dell’Agricoltura ha annunciato una campagna straordinaria di controlli sul settore olivicolo. Il ministro Lollobrigida ha chiesto di convocare la Cabina di regia dei controlli agroalimentari, per colpire chi opera nell’illegalità deprezzando le produzioni italiane.
La Cabina di regia è stata istituzionalizzata dalla legge per la Tutela dell’agroalimentare. Coordina forze dell’ordine e ispettorati che vigilano sul settore primario.
Quanto vale il settore olivicolo italiano?
Secondo i dati del Masaf, l’Italia è il primo consumatore mondiale di olio d’oliva, il terzo produttore e il secondo esportatore per valore e volume. Numeri che fotografano il peso strategico del comparto olivicolo nazionale.
Su questo valore si è concentrata la riunione al ministero con gli operatori della filiera, con il supporto di Agea, Ismea e ICQRF.
Cosa sta deprimendo il prezzo dell’olio italiano?
Sulle giacenze di olio italiano incidono più fattori, illustrati da Ismea durante la riunione. Tra questi pesa soprattutto la maggiore offerta estera, che spinge i prezzi al ribasso sul mercato internazionale.
Sulla libera concorrenza il Governo non può intervenire nella determinazione dei prezzi. Può però agire sui controlli e sul sostegno agli olivicoltori.
Quali misure prevede il Masaf per sostenere gli olivicoltori?
Il Masaf ha raccolto la richiesta di intensificare i controlli, estendendoli anche allo scaffale dei punti vendita. Accanto alle verifiche, sono allo studio misure finanziarie per tutelare il prodotto stoccato ed evitare svendite.
I fronti d’azione individuati sono diversi:
- Garanzie specifiche sul prodotto stoccato, per non svenderlo.
- Confronto con le banche per alleggerire gli oneri ed eventuale moratoria.
- Promozione interna dell’olio extravergine italiano e internazionale tramite ICE.
- Confronto con la GDO per dare all’olio italiano il giusto prezzo allo scaffale.
- Accordi di filiera per salvaguardare la nuova campagna olivicola.
Il sottosegretario La Pietra ha confermato l’arrivo del Piano olivicolo nazionale, strumento per pianificare lo sviluppo futuro del comparto.
Come cambia la tracciabilità dell’olio importato?
Dal 1° marzo 2026 l’ICQRF impone di registrare nel Registro Telematico la natura degli oli importati in regime di Perfezionamento Attivo (TPA) e le operazioni di “equivalenza”. Sono previste sanzioni rigorose in caso di inadempienza.
Il Perfezionamento Attivo consente di importare olio extra-UE a dazio zero, per lavorarlo e riesportarlo. La nuova tracciabilità chiude la “zona grigia” in cui l’olio straniero rischiava di confondersi con quello italiano. Coldiretti e Unaprol hanno accolto con favore la misura.
Cosa può fare il consumatore per sostenere l’olio italiano?
La scelta più diretta è acquistare olio extravergine 100% italiano e tracciabile, dando valore al lavoro degli olivicoltori. Comprare dal produttore elimina i passaggi dove si annidano le frodi.
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