OLIO che CONGELA?Palline Bianche nell’Olio?

cristallizzazione/congelamento

L’olio Evo Congela?  Si Solidifica? Si cristallizza? Vedi Macchie o Palline Bianche nell’Olio?

Quando succede, significa che non è di buona qualità? Se congela mi devo preoccupare?

Sono tante le domande che spesso vengono formulate sull’olio EVO. E con questo articolo proviamo a rimediare alla tanta confusione e alla cattiva informazione sull’olio Extravergine d’oliva.

L’olio EVO congela?

Sì l’olio EVO congela. E’ qualcosa di naturale. L’Olio Extravergine di Oliva comincia a cambiare la sua normale consistenza già verso i 12 gradi fino ad assumere un aspetto solido alla temperatura di 4 gradi centigradi. Se avviene questo, l’olio evo tende a solidificarsi, a cristallizzarsi, per poi notare macchie o Palline Bianche.

La cristallizzazione/congelamento dell’olio avviene durante l’inverno..

In un primo momento si noterà la formazione di piccoli pallini bianchi che inizialmente restano in sospensione per poi depositarsi sul fondo.

Questa prima trasformazione è dovuta alla cristallizzazione dei trigliceridi. In un secondo momento sotto i 4 gradi si assiste al completo congelamento  o  cristallizzazione dell’Olio Evo.

C’è poi una differenza tra un olio non filtrato e uno filtrato, il primo tenderà a solidificarsi precedentemente del secondo, a causa della presenza di residui di acqua di vegetazione.

Perché alcuni oli congelano e altri no?

La risposta a questa domanda è semplicissima, non tutti gli oli sono uguali e questo dipende da alcuni specifici fattori. Un olio EVO, generalizzando, contiene naturalmente tra il 65% e il 75% di acidi grassi monoinsaturi: la restante parte sono i saturi e i polinsaturi.

Escludendo le frodi (tagli di olio di oliva con oli di semi o oli ricchi di acidi grassi), la composizione è variabile e dipende da molti fattori tra cui le piogge ed il clima in generale, la cultivar, il momento della raccolta, ecc…

Quindi può succedere che in alcune annate le stesse piante producano olive con percentuali di acidi grassi maggiori rispetto ad altre annate e quindi, conservando l’olio alla medesima temperatura, questi tendono maggiormente a cristallizzare.

C’è da preoccuparsi?

Non c’è niente di cui allarmarsi. E’ qualcosa di naturale. L’olio torna allo stato liquido se viene portato in un ambiente a temperatura poco superiore ai 18°C. Il gusto resterà intatto, e si potrà utilizzare come prima, certo è sempre meglio che ciò non avvenga e che sia conservato nella maniera adeguata affinché non arrivi al punto di congelamento.

Come conservare l’olio EVO

La temperatura ideale per la conservazione dell’olio extravergine d’oliva è tra i 14 e i 18 gradi centigradi. Qualche grado in più o qualche grado in meno (per un lasso di tempo contenuto) non cambiano la sostanza. Ma è importante conservare l’olio con un clima temperato, non troppo freddo e non troppo caldo.

Se ci pensate bene non è l’unico prodotto che ha una temperatura di conservazione ideale: provate a conservare una bottiglia di vino pregiata in una stanza molto calda e poi diciamo che è meglio usarla per condire l’insalata che da presentare ai propri ospiti.

Quindi nessun allarmismo se il vostro olio EVO si congela, ma allo stesso tempo cercate di non arrivare a questo punto, conservatelo bene.

Utilizzo olio EVO

L’olio extravergine d’oliva è il re della dieta mediterranea. E’ un prodotto con una versatilità unica, che in cucina può essere impiegato in molte modalità. Cotto, crudo, soffritto, fritto non c’è differenza: l’olio EVO è un’eccellenza da utilizzare.

Utilizzo nelle cotture

Una cosa che pochi sanno è che l’olio d’oliva ha un’elevato punto di fumo (210 gradi centigradi). Questa caratteristica lo rende fondamentale in cucina. E’ qualcosa che riguarda la salute di ognuno di noi, infatti il punto di fumo è la temperatura a cui il grasso riscaldato inizia a decomporsi, alterando la propria struttura molecolare e producendo l’acroleina, una sostanza tossica e cancerogena.

Altri oli vegetali, normalmente usati per friggere, hanno un punto di fumo molto più basso, e conseguentemente rilasciano sostanze cancerogene molto in anticipo rispetto all’olio d’oliva.

Inoltre nelle cotture brevi, l’olio di oliva regge bene alle temperature, senza sovrastare il gusto e i profumi degli altri alimenti.

Ma l’olio d’oliva è ottimo anche per le lunghe cotture, non meno complicate di quelle brevi. Via libera quindi per preparare gustosi ragù, sughi appetitosi, ricche minestre, importanti secondi di carne e prelibati contorni di verdure stufate.

Utilizzo a crudo

Se si cerca qualcosa che esalti i sapori di qualsiasi elemento quello è l’olio extravergine d’oliva. Per avere un pasto gustoso basta un pomodoro, un pizzico di sale e un cucchiaio di olio EVO, ed è subito un’esplosione di sapori.

Olio Eccellenze Italiane

Tante volte abbiamo parlato di qualità, di eccellenza. Vi abbiamo descritto il nostro olio d’oliva, come lo facciamo, le qualità, i differenti processi. Sì abbiamo cercato di essere sempre trasparenti con i nostri consumatori, perché sappiamo cosa facciamo e la qualità di quello che produciamo.

Una qualità riconosciuta da chi compra il nostro olio, e che adesso è riconosciuta anche dal sito eccellenzeitaliane.com. Un sito che ricerca l’eccellenza del made in Italy in tutti i settori.
Oggi è certificato quello che sia noi che i nostri consumatori sapevamo già: il nostro prodotto è di qualità. Ci fa piacere che questo sia da oggi certificato, ma questo non fermerà la nostra voglia di offrirvi un prodotto sempre migliore: sano, genuino e soprattutto buono.
E’ grazie ai nostri antenati che fin dal 1910 hanno mandato avanti questa attività, grazie a chi l’ha portata avanti per questi 110 anni. Grazie a chi l’ha sviluppata, modernizzata, sempre guidati dalla tradizione di famiglia.
Sì perché in questi lunghi anni le innovazioni sono state tante, ma abbiamo mantenuto sempre i valori di una volta. Facciamo il nostro olio extravergine d’oliva con amore, con passione, con la volontà di far conoscere a tutti un prodotto di qualità e salutare.
Ci saranno nuove innovazioni tecnologiche nel futuro, nuovi modi di vendere questo meraviglioso prodotto, nuove applicazioni. Ma una cosa rimarrà sempre nella nostra azienda, l’amore per la terra e per i prodotti che ci dona.
E’ questo il nostro segreto, il segreto per avere un prodotto di qualità. Un segreto che ci ha consentito di soddisfare tanti clienti e che ora è certificato da questo prezioso ed importante riconoscimento.

Olio e Donna

Care Donne, l’olio EVO è un rimedio di bellezza.

Le proprietà benefiche dell’olio EVO per l’organismo ormai non sono più un mistero. E’ noto come questo fantastico condimento sia un toccasana per la salute. Ma forse non tutti sanno che è anche un rimedio di bellezza.
Grazie alla vitamina E e alle proprietà antiossidanti è un ottimo alleato per pelle e capelli. Elasticizzante naturale, funge anche da emolliente e dona nutrimento in modo semplice ed economico, vantando tra le altre funzioni anche quella ci cicatrizzante.

Maschera idratante
Due cucchiai di olio EVO, accoppiati con un cucchiaino di miele possibilmente biologico sono gli ingredienti per una maschera in grado di dare nuova idratazione alla pelle.Dopo averli mescolati, aggiustando le dosi in modo da ottenere una crema morbida, si applicano come una maschera su tutto il viso, insistendo nelle zone normalmente più secche. Si lascia agire il tutto per circa 15 minuti e si risciacqua con acqua tiepida. La pelle apparirà da subito più liscia e luminosa.

Impacco per capelli rovinati
L’olio EVO è anche un toccasana per i capelli rovinati. Con mezzo bicchiere di olio d’oliva, mezzo limone e un uovo si dà vita ad un impacco che dona nuova vita a capelli rovinati da colori, piastre o troppo solo. Si mescolano gli ingredienti e si applica l’impacco sui capelli lavati. Si lascia agire il tutto per circa 30 minuti e si rilavano i capelli. Volendo si può applicare il tutto anche sui capelli sporchi prima di lavarli ma se si è solite usare prodotti come oli o creme per lo styling, è preferibile lavare i capelli anche prima.

Lozione per mani più morbide
Per questa lozione occorre del semplice olio d’oliva. Questo andrà applicato sulle mani e massaggiato per almeno una decina di minuti. Lasciare agire una trentina di minuti in tutto e poi lavare le mani con cura. Volendo si può tenere anche più a lungo ma per evitare di ungere tutto ciò che si tocca, in tal caso, sarebbe opportuno indossare dei guanti di cotone in modo da proteggere le mani.

Olio ringiovanisce il cervello

L’olio d’oliva ringiovanisce il cervello

soprattutto quello degli anziani. A dirlo  è un team di studiosi del CNR, guidati da Felice Tirone in collaborazione con Laura Micheli, Giorgio D’Andrea e Manuela Ceccarelli dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibbc), che ha dimostrato in un modello animale anziano che l’idrossitirosolo (composto naturalmente presente nell’olio extravergine di oliva) inverte il processo di invecchiamento neurale. Lo studio è pubblicato sul ‘Faseb Journal’.

Lo studio
 

Secondo lo studio l’assunzione regolare di olio d’oliva ha la capacità di proteggere le cellule del cervello e persino di stimolarne la crescita in età adulta. Nel cervello dei mammiferi, in particolare nell’ippocampo, vengono prodotti nell’arco di tutta la vita nuovi neuroni.

Questo processo, denominato neurogenesi è indispensabile per la formazione della memoria episodica, come hanno dimostrato recenti ricerche: i nuovi neuroni dell’ippocampo vengono generati a partire da cellule staminali e durante l’invecchiamento ha luogo un calo progressivo di entrambi, che è all’origine di una drastica riduzione della memoria episodica.

L’idrossitirosolo, presente nell’olio extravergine di oliva, ha forti capacità antiossidanti e protettive sulle cellule ed è noto che diversi fattori, tra i quali la dieta, sono in grado di stimolare la neurogenesi adulta.

Oltre a confermare la bontà della dieta mediterranea, questa scoperta apre la strada al possibile riutilizzo degli scarti della lavorazione dell’olio, anch’essi particolarmente ricchi di idrossitirosolo.

In altre parole, recuperare questi sottoprodotti, oltre a consentire di poter estrarre una componente molto benefica soprattutto per la salute degli anziani, consentirebbe di ridurre l’impatto ecologico di un residuo difficile da smaltire in quanto particolarmente inquinante.

Olio di Oliva Contraffatto

Quando andate al supermercato e comprate un olio extravergine d’oliva pagandolo 3 o 4 euro sappiate che quello è un finto olio extravergine. E di certo non è italiano. Sì perché un olio extravergine non può costare quella cifra.

Prezzi bassi significano olio scadente

Per essere certi di comprare un olio extravergine d’oliva italiano e di qualità si parte da 7 euro al litro, anche se il prezzo medio si aggira intorno agli 8.

Ma come è possibile direte, sull’etichetta c’è scritto olio extravergine. Sì è vero, ma questi oli sono miscelati, se guardate bene c’è scritto miscelati da produzioni comunitarie e da produzioni extracomunitarie. Cosa significa?

Significa che a fronte di una piccola percentuale di olio extravergine d’oliva di qualità e italiano, la stragrande maggioranza dell’olio in quella bottiglia proviene da coltivazioni extracomunitarie, principalmente di Egitto, Tunisia e Turchia.

Questa miscela rende possibile abbassare il prezzo, ma allo stesso tempo diluisce e quasi elimina tutte le proprietà nutrienti che l’olio extravergine d’oliva italiano contiene.

Insomma una truffa. Il prezzo convenzionale di 8 euro non è messo a caso. Non è per ingordigia e voglia di guadagni alti. E’ un prezzo rapportato ai costi per avere un prodotto di qualità.

Comperare un olio così scadente è un male per i consumatori che non consumano un prodotto con tutti i nutrienti, e le proprietà ormai riconosciute dalla scienza come terapeutiche. E’ un male per i produttori, che ormai sopravvivono a stento. Ed è un male per l’economia italiana che vede depredato un settore che garantisce tanti posti di lavoro.

Quindi leggete le etichette, qualche euro in più per un prodotto di qualità è un piccolo prezzo per la vostra salute.

Etichettatura Olio

L’art. 3 del decreto legislativo 109/92 elenca al primo comma le indicazioni che debbono
obbligatoriamente apparire sulla confezione di un prodotto alimentare e dunque anche sulle
confezioni degli oli di oliva; tali indicazioni (adattate agli oli di oliva) sono le seguenti e devono figurare sulle etichette nel momento in cui gli oli di oliva sono posti in vendita al consumatore
(art. 3, terzo comma, d. lgs. 109/92):

  1. la denominazione di vendita;
  2.  la quantità netta o, nel caso di prodotti preconfezionati in quantità unitarie costanti,
  3. la quantità nominale;
  4.  il termine minimo di conservazione ;
  5.  il nome o la ragione sociale o il marchio depositato e la sede del fabbricante o del
    confezionatore o di un venditore stabilito nella CE;
  6. la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento;
  7. una dicitura che consenta di identificare il lotto di appartenenza del prodotto;
  8. le modalità di conservazione;

Le indicazioni di cui sopra debbono essere riportate in lingua italiana; è consentito riportarle anche in più lingue.

Denominazione di vendita

per l’olio extra vergine di oliva: «olio d’oliva di categoria superiore ottenuto
direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici»;

per l’olio di oliva composto da oli d’oliva raffinati e da oli d’oliva vergini: «olio
contenente esclusivamente oli d’oliva che hanno subito un processo di raffinazione e oli
ottenuti direttamente dalle olive»;

La quantità. Cenni alle disposizioni metrologiche

Si è già detto che la quantità di olio contenuta nella confezione destinata al consumatore finale non deve superare i cinque litri, e, tuttavia, in deroga a tale disposizione, le confezioni destinate a ristoranti, mense, collettività e enti assimilati possono arrivare fino a 25 litri.

Il termine minimo di conservazione
la differenza tra la data di scadenza e il termine minimo di conservazione ed è
quest’ultimo che va indicato per i prodotti come gli oli vegetali, che possono essere consumati anche dopo lo spirare del termine stesso senza, si ripete, particolari conseguenze.

Nel caso di olio extra vergine di oliva 100% italiano e di una sola campagna olearia va indicata obbligatoriamente anche la campagna di produzione.
Di più, la campagna di produzione deve obbligatoriamente precedere il termine minimo di conservazione.

Ricordiamo infine che il regolamento comunitario 1335/2013, all’articolo 1 comma 2 stabilisce che “l’indicazione della campagna di raccolta può figurare soltanto quando il 100 % del contenuto dell’imballaggio proviene da tale raccolta.” E’ quindi fatto divieto di pubblicare la campagna olearia quando si tratta di miscela di più annate.

L’informazione di cui all’art. 3 del reg. 1019/2002
per l’olio extra vergine di oliva: «olio d’oliva di categoria superiore ottenuto
direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici»;
per l’olio di oliva vergine: «olio d’oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente
mediante procedimenti meccanici»;
per l’olio di oliva composto da oli d’oliva raffinati e da oli d’oliva vergini: «olio
contenente esclusivamente oli d’oliva che hanno subito un processo di raffinazione e oli
ottenuti direttamente dalle olive»;
per l’olio di sansa di oliva: «olio contenente esclusivamente oli derivati dalla lavorazione
del prodotto ottenuto dopo l’estrazione dell’olio d’oliva e oli ottenuti direttamente dalle
olive».

Riferimenti al responsabile commerciale
Per sede, come chiarisce il comma 5 dell’art. 3 del d. lgs. 109/92, si intende la
località ove è ubicata l’azienda o, come subito si vedrà, lo stabilimento.

La sede dello stabilimento di confezionamento.
l’indicazione stessa può essere omessa nel caso di stabilimento ubicato nello stesso luogo della sede già indicata in etichetta.

Indicazione dell’origine
L’obbligo dell’indicazione dell’origine è diventata obbligatoria per l’olio extravergine di
oliva e per l’olio di oliva vergine a partire dal 1° luglio del 2009, come sancito dal reg. Ce
182/2009.

Le modalità previste dal reg. Ce 182/2009 per indicare l’origine sono tre:
1. olio ottenuto nello stesso Stato Membro di raccolta delle olive: in questo caso è possibile richiamare l’origine indicando il nome del Paese seguito da diciture quali
“Prodotto in…”, “Ottenuto in ….”, ma anche indicazioni del tipo “100% prodotto in …”.

2. olio ottenuto in uno Stato Membro con olive provenienti da altri Stati Membri/Paesi
terzi: in questo caso l’indicazione dell’origine deve essere apposta adottando la seguente
dicitura “Olio (extra) vergine di oliva ottenuto in …. da olive raccolte in …”. Anche in
questo caso il nome dello Stato Membro può essere sostituito da un riferimento alla
Comunità. Qualora fosse necessario indicare più Stati Membri/Paesi terzi, questi devono
essere menzionati in ordine ponderale decrescente in relazione alla quantità apportata.

3. miscele di oli comunitari e/o non comunitari: in questo caso le modalità di indicazione
dell’origine sono una delle seguenti, da utilizzarsi in relazione alla tipologia di prodotto:
a. “Miscela di oli di oliva comunitari”, oppure un riferimento alla Comunità;
b. “Miscela di oli di oliva non comunitari”, oppure un riferimento all’origine non
comunitaria;
c. “Miscela di oli di oliva comunitari e non comunitari”, oppure un riferimento
all’origine comunitaria e non comunitaria.

7. Lotto
che per lotto si intende un insieme di unità di vendita di una derrata alimentare, prodotte,
fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche, in ogni caso in modo da essere facilmente visibile,chiaramente leggibile ed indelebile ed è preceduto dalla lett. “L”.

8. ETICHETTATURA NUTRIZIONALE
Si intende per etichettatura nutrizionale (art. 3 D. lgs. 77/93) una dichiarazione riportata
sulla etichetta e relativa al valore energetico ed ai seguenti nutrienti:
1) le proteine;
2) i carboidrati;
3) i grassi;
4) le fibre alimentari;
5) il sodio;
6) le vitamine e i sali minerali elencati nell’allegato al D. lgs. 77/93 e presenti in quantità
significativa secondo quanto previsto nell’allegato stesso, cioè in quantità non inferiore al
15% della R.D.A. (razione giornaliera consigliata).

2.2 Le regole specifiche sull’etichettatura volontaria degli oli di oliva
a) Diciture relative alle lavorazioni “a freddo”:
«prima spremitura a freddo»: questa dicitura è riservata agli oli d’oliva vergini o extra
vergini ottenuti a meno di 27°C con una prima spremitura meccanica della pasta d’olive, con un sistema di estrazione di tipo tradizionale con presse idrauliche;
«estratto a freddo»; questa dicitura è riservata agli oli d’oliva vergini o extra vergini ottenuti a meno di 27°C con un processo di percolazione o centrifugazione della pasta d’olive.

b) Indicazioni delle caratteristiche organolettiche
E’ da segnalare che attualmente il suddetto metodo di analisi sulle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini prevede solo tre attributi positivi: “fruttato”, “amaro”, “piccante”.

c) Diciture in materia di acidità o di acidità massima
Queste diciture possono figurare unicamente se accompagnate dalla menzione, in
caratteri delle stesse dimensioni e nello stesso campo visivo, dell’indice dei perossidi, del
tenore in cere e dell’assorbimento nell’ultravioletto, stabiliti a norma del reg. Cee 2568/91 e
s.m..

ETICHETTATURA DEGLI OLI OTTENUTI CON METODO BIOLOGICO
In caso di utilizzo dei termini “Biologico” o delle sue abbreviazioni “Bio” o “Eco” in etichetta devono obbligatoriamente comparire le seguenti informazioni:
1. il logo di produzione biologica, di cui alla figura sotto riportata; il logo può essere riportato anche in bianco e nero e deve avere un’altezza minima di 9 mm e una larghezza di 123,5 mm;
il codice identificativo dell’Organismo di controllo preceduto dall’indicazione “Organismo di controllo autorizzato Mipaaf”; le prime due lettere del codice identificano il Paese (per l’Italia IT).

l’indicazione dell’origine, riportata utilizzando una delle seguenti diciture:
a. “Agricoltura UE” se l’olio ha origine comunitaria;
b. “Agricoltura non UE” se l’olio proviene da un Paese terzo;
c. “Agricoltura UE/non UE” se l’olio è stato ottenuto
miscelando oli di diversa origine.
L’indicazione UE/non UE può essere sostituita dal nome del/i Paese/i.
4. il codice dell’operatore, attribuito dall’Organismo di controllo.
Dal 1° luglio 2010 il logo comunitario e l’indicazione dell’origine devono obbligatoriamente
figurare in etichetta; fino a questa data la loro apposizione è facoltativa.

 

 

Olio Evo e Frittura

Olio extravergine e frittura

Quando si tratta di scegliere quale olio da utilizzare in caso di frittura, in molti, anzi la stra-maggioranza, crede che l’olio Evo sia da meno definendolo troppo grasso,troppo calorico ed infine che copre i sapori per via del suo gusto forte..
Invece per determinare quale sia il miglior olio per la frittura bisogna tenere bene in mente due aspetti principali ossia: la composizione in acidi grassi e il suo punto di fumo.

In sostanza gli Oli con alto contenuto di acidi grassi polinsaturi come l ‘olio di soia, di mais e alcuni tipi di girasole hanno una resistenza inferiore alle alte temperature e si ossidano più velocemente.

Invece gli Oli che contengono più acidi grassi monoinsaturi come l olio di oliva di arachide e di colza resistono più a lungo degradandosi più lentamente.

Il punto di fumo è il momento in cui dall’olio inizia a uscire fumo in maniera costane, con produzione di sostanze nocive.
La temperatura del punto di fumo dipende dei diversi oli e cambia in base alla materi prima da cui deriva.
Contrariamente a quanto si può pensare, più un olio è raffinato maggiore è il suo punto di fumo.
Infatti un olio extravergine di oliva, ha un punto di fumo relativamente basso, in quanto non è raffinato e a causa anche di tante sostanze benefiche presenti nello stesso.

Da vari test effettuati per la produzione di sostanze nocive, in diversi oli ha avuto la meglio l’olio evo di oliva, in quanto ricco di grassi monoinsaturi e meno concentrato, mostrando cosi meno formazione di grassi trans e miglior stabilità e resistenza…

In sostanza l’olio extravergine resiste bene al calore, infatti l ossidazione avviene molto lentamente rispetto agli altri oli nonostante il suo basso punto di fumo.
Il merito va anche all’alto contenuto di vitamina E, la quale solo nell’olio extravergine riesce a resistere alle alte temperature della frittura.

Il ruolo antitumorale dell’olio extravergine d’oliva

BARI – Identificato il ruolo nutrigenomico dell’olio extravergine d’oliva: ogni cultivar ha i propri geni con azione antiinfiammatoria e antitumorale. Lo studio di nutrigenomica condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bari (guidato dal prof. Antonio Moschetta, docente di Medicina Interna della facoltà medica barese) ha dimostrato che più l’olio extravergine di oliva è ricco di polifenoli maggiore è l’effetto benefico sulla nostra salute.
Protagoniste dello studio proprio le “cultivar” pugliesi, dalla Coratina alla Peranzana: – i ricercatori – partiti dal presupposto che l’olio extravergine d’oliva rappresenta un target ideale per gli studi di nutrigenomica – si sono concentrati su come i nutrienti influenzano il nostro organismo. La scoperta sorprendente è che ogni cultivar di olio extravergine d’oliva è cosi specifica da percorrere strade individuali “accendendo” geni specifici nel nostro organismo. In altre parole, ogni tipo di olio va considerato come un alimento diverso.

La ricerca ha mirato a identificare geni e microRNA deputati al funzionamento delle cellule infiammatorie (i monociti), la cui espressione può variare in rapporto all’assunzione acuta di varietà di olio extravergine d’oliva più o meno ricche in polifenoli (i composti chimici “buoni” che vi sono contenuti e che conferiscono all’olio il sapore caratteristico). Lo studio ha confermato in pieno che l’olio extravergine d’oliva ricco in polifenoli giova alla salute non solo da un punto di vista metabolico, ma anche sullo stato ossidativo dell’organismo, sull’infiammazione e sulla prevenzione dell’aterosclerosi e del cancro.

La notizia ancora più rilevante è che tali effetti benefici appaiono più marcati nei volontari sani che non in quelli obesi e affetti da sindrome metabolica, a sottolineare l’importanza della combinazione tra qualità dell'alimento e qualità dell’organismo che lo riceve.

Questi risultati aprono nuovi ed inediti scenari in ambito nutrizionale: “È possibile prevedere – spiega Moschetta – che in un prossimo futuro ogni ristoratore dovrà avere, insieme alla carta dei vini, anche quella degli olii, e che la scelta di questi ultimi sarà basata sul gusto e sulle proprietà nutrigenomiche”. “Avremo così, aggiunge il coordinatore dello studio, la possibilità reale di difendere la qualità dei nostri olii pugliesi e italiani e di esaltarne la forza, la palatabilità e le già ampiamente

riconosciute proprietà chimico-fisiche. Longevità e prevenzione delle malattie cardiovascolari e oncologiche sono gli obiettivi della cosiddetta personalizzazione della nutrizione”.

Lo studio è stato condotto dal gruppo del prof. Antonio Moschetta con primo autore la dottoressa D’Amore presso il Dipartimento Interdisciplinare di Medicina dell’Università degli Studi di Bari in collaborazione con l’Istituto Tumori di Bari e con la Fondazione Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro ed è stato finanziato con fondi PON/POR e dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ed è stato pubblicato online sulla sezione Molecular Biology of Lipids della rivista Biochimica et Biophysica Acta.

Fonte: la gazzetta del mezzogiorno

L’olio d’oliva è tutto uguale? Pensateci quando fate la spesa

L’olio d’oliva è tutto uguale? Certo che no! Elemento base della dieta Mediterranea, questo ingrediente deve essere scelto con molta cura. Quindi aspettate un attimo prima di cedere alla tentazione di mettere nel carrello quello più economico o quello in offerta. Valutate bene, bastano due minuti. Il tempo di leggere sulla bottiglia se c’è la scritta “extravergine” e “spremuto a freddo attraverso procedimenti meccanici”.

Queste due caratteristiche, infatti, sono determinanti per stabilire la qualità del prodotto.

In particolare, la prima dicitura esclude (o quantomeno riduce ai minimi termini) il rischio di acquistare un prodotto “tagliato” con altri oli vegetali, in genere provenienti da altri paesi della zona mediterranea, come la Turchia, la Grecia o l’Albania. Ciò viene fatto in genere per abbassare il prezzo, infatti un olio di alta qualità non costa poco, ma è davvero un piccolo investimento a favore della propria salute.

La sua ricchezza in acidi grassi monoinsaturi e antiossidanticome i polifenoli, conferiscono a questo alimento un potente effetto benefico e antitumorale. I polifenoli, infatti, sono ottimi antiinfiammatori e risultano utili per contrastare le malattie autoimmuni, in particolare nell’artrite reumatoide.

Rispetto agli altri oli vegetali (di semi, di mais, di arachidi, di riso…), quello ricavato dalle olive è l’unico a contenere acido oleico, una componente che aiuta a prevenire il cancro al colon e alla mammella. Ma c’è di più. Questo ingrediente ha anche effetti positivi contro le malattie cardiovascolari, grazie soprattutto alla sua capacità di ridurre il colesterolo “cattivo” LDL e aumentare invece i livelli di quello buono (HDL).

Un altro vantaggio di quest’olio è dato dal punto di fumo, che è alto rispetto agli altri oli (210° C). Questo lo rende ideale per friggere o cuocere. Certo, un po’ oneroso, ma a favore della nostra salute!
Infine va detto che l’olio con il tempo perde i suoi nutrienti, per cui è meglio evitare di acquistare dosi eccessive che poi rimangono nella dispensa per lungo tempo. Anche mentre fate la spesa, preferite sempre un olio nuovo, possibilmente in bottiglie di vetro scure, da tenere sempre lontano dalla luce e dal calore. Il classico ripiano della cucina, vicino ai fornelli, non è il posto ideale su cui appoggiarlo.

FONTE: ilfattoquotidiano.it