Olio Extravergine di Oliva di Eccellenza

L’olio Extravergine di Oliva contro L’ipertensione

La combinazione di alto contenuto di acido oleico e composti minori bioattivi, tipica dell’olio extravergine di alta qualità, può tenere sotto controllo la pressione arteriosa e proteggere così cuore e reni.
L’extra vergine di oliva di eccellenza è uno degli alimenti che, naturalmente, aiuterebbero la pressione arteriosa a stabilizzarsi e normalizzarsi, come dimostrato da una ricerca dell’Istituto de la Grasa di Siviglia, pubblicata su Current Vascular Pharmacology Journal.
Secondo i ricercatori è la combinazione unica della sua componente grassa, con l’alto contenuto in acido oleico e quella in componenti minori, come idrocarburi, fitosteroli, composti triterpenici e composti fenolici, è questo mix a dare l’insieme di proprietà bioattive uniche e peculiari dell’extra vergine.
I ricercatori Dell’Istituto de la Grasa di Siviglia, tengono a sottolineare come l’extravergine non sia una medicina né un alimento miracoloso ma  all’interno della Dieta Mediterranea, è utile per una vita sana e duratura in quanto è un alimento da’alto contenuto salutare.

Olio Extravergine di Oliva di Eccellenza insomma è un alimento salutistico

Pubblicato il: 2 Dicembre 2017
Aggiornato il: 22 Agosto 2018

Eccellente qualità per l’Olio 2017

La siccità abbatte la produzione ma si ha un eccellente qualità per l’olio 2017/18, la siccità ha reso bassa la produzione, le alte temperature nel periodo della fioritura non hanno consentito la fecondazione del fiore e dove non si è manifestata l’allegagione, l’estremo caldo  non ha dato la possibilità al fiore di aprirsi ed è mancata la fase dell’impollinazione”.
La raccolta è partita in anticipo,  le rese sono comunque  buone e la qualità dell’olio è ottima, un olio di ottima qualità, perfetto, che non ha subito gli attacchi della mosca.
La campagna di raccolta continua…
veduta olio tripaldi

Pubblicato il: 12 Novembre 2017
Aggiornato il: 22 Agosto 2018

La Dieta dei Mestieri

La sicurezza e la salute dei lavoratori passa anche attraverso l’alimentazione.

La letteratura fornisce infinite informazioni,penserate. Tutto e il contrario di tutto, come sia ama dire al giorno d’oggi per costruirsi un alibi che ci consenta di non accettare alcuna informazione senza sensi di colpa. Ma una lettura attenta e una selezione delle fonti aiuta a fare chiarezza anche su un argomento così controverso e difficile come Alimentazione, salute, e sicurezza sul lavoro..

Il concetto di salute e sicurezza dei lavoratori in Italia, è rimasto ancorato per oltre 50 anni su tabelle e regole che andavano in contrasto con l’art.2087 del codice civile.

Dal 2008 con l’entrata in vigore del TU 81/2008 si iniziava a parlare di prevenzione primaria, orientata agli stili di vita per il raggiungimento del benessere fisico, mentale e sociale ma mancava uno studio più articolato.

Una bussola, un manuale, arriva dal progetto e dal libro “La Dieta dei Mestieri”, ideato e condotto da Eleonora Buratti (giornalista,scrittrice sociologa e studiosa dei rischi dell’alimentazione e Carlo Giolo (dietista, formatore e consulente sulla salute e sicurezza al lavoro, ideatore del Rischio Alimentazione.

Un vero e proprio “manuale” con i consigli per una giusta alimentazione rivolti a sedici diverse tipologie di lavoratori. Un testo completo, quindi, che racchiude in sé sia un’anima scientifica che una valenza pratica che lo rendono prezioso a più livelli di lettura e di facile consultazione.”
Dalla prefazione di Romano De Marco.

Spesso le nostre domande sono: Cosa possiamo mangiare per lavorare meglio?
Quali sono i cibi che favoriscono lo stress?
Come possiamo aiutare il nostro organismo a fronteggiare i rischi per la salute legati al nostro mestiere?

Cosa deve mangiare un Agricoltore?

Del mestiere dell’agricoltore, nel quale includiamo tutti i lavoratori della terra un’attenzione deve andare agli orticoltori, gli stessi essendo più colpiti dall’uso di pesticidi, ne riscontriamo gli effetti sulla salute come dal rapporto fatto da Greenpeace e dalla decisione dell OMS di riclassificare il glisofato, l erbicida più diffuso al mondo da decenni, come un “propabile cancerogeno” di malattie neurodegenarative come l’Alzheimer e malattie neonatali.
Rachel Carson famosa per aver reso noto i danni del DDT, parla nei suoi racconti anche degli effetti del Glisofato….
Oltre ai rischi dei pesticidi vi è anche la radiazione dell’esposizione del sole è quindi alla formazione dei radicali liberi..ma anche dai pericoli dell’arsenico..
In sostanza un agricoltore dovrebbe assumere più cibi antiossidanti…e coi via

Nel libro la Dieta dei Mestieri vi sono tante raccomandazioni per diverse tipologie di lavoratori cosi come anche per l’agricoltore..

Pubblicato il: 16 Agosto 2017
Aggiornato il: 22 Agosto 2018

Olio d’Oliva Italiano in calo la produzione

Secondo le previsioni Ismea/Coldiretti danno una consistente flessione della produzione di Olio Italiano.
I dati del Mezzogiorno parlano di un calo produttivo del 39%, al Nord il 10% mentre al centro del 29%.
La produzione a livello mondiale non è delle buone si prevede un crollo dei raccolti: in Grecia (-20%) in Tunisia (-21%) mentre in Spagna, in linea con l’anno scorsosolo la Turchia è in aumento del 15%.

olio italiano
olio italiano

I prezzi alla borsa merci di Bari, che è la piu’ rappresentativa a livello nazionale, sono in significativo aumento, con un balzo nell’ultima settimana (fine settembre 2016) del 18% per l’extravergine rispetto all’inizio dell’anno.

Si profila l’ingresso di Olio appartenenti ai paesi extracomunitari dove i metodi di produzione sono differenti rispetto all’Europa.

Ricordiamo ai Consumatori di stare attenti al prezzo dell’olio e alle possibili frodi.

 

Pubblicato il: 4 Ottobre 2016

Olio Made in Italy

olio di oliva made in italy

Olio di Oliva Made in Italy

olio made in Italy
olio made in italy

Olio; Coldiretti, ora l’Etichetta di Origine è Obbligatoria.

Finalmente dopo anni di battaglie in piazza ed in Parlamento grazie alla mobilitazione della Coldiretti i cittadini potranno sapere da dove proviene l’olio che consumano tutti i giorni.“ E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare positivamente l’emanazione da parte del Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro del decreto sull’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate nell’olio vergine ed extravergine. Di fronte alla necessità di tutelare la salute e la trasparenza dell’informazione ai consumatori ma anche per fermare le frodi e gli inganni, l’emanazione del decreto a prescindere dal parere della commissione europea è – ha precisato Marini – u n importante atto di responsabilità del Ministro. L’annuncio è stato dato nel corso della manifestazione della Coldiretti con centinaia di agricoltori a Piazza Navona, dove sono stati portati olivi e frantoio per offrire l’olio nuovo che sarà il primo ad essere imbottigliato con l’indicazione di origine obbligatoria in etichetta. L’obbligo di indicare la provenienza delle olive impiegate in etichetta previsto dal decreto è un contributo alla trasparenza per impedire – sottolinea la Coldiretti – di “spacciare” come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, senza alcuna informazione per i consumatori. Un rischio reale se si considera che nei primi sei mesi del 2007 si è verificato un aumento record del 30 per cento degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia, mentre la produzione nazionale è stimata in calo del 10 per cento rispetto allo scorso anno su valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali, secondo le stime della Coldiretti. Di fatto, o ltre Ia metà dell’olio “italiano” venduto sul territorio nazionale – spiega la Coldiretti – è spremuto da olive di cui non si conosce la provenienza che, grazie a l provvedimento, dovrà invece essere indicata in etichetta per fare finalmente chiarezza e consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli. Il decreto – riferisce la Coldiretti – prevede che sulle confezioni di olio d’oliva vergine ed extravergine siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l’olio. Se le olive sono state prodotte in più paesi, questi andranno tutti indicati.

Per i trasgressori – precisa la Coldiretti – sono previste multe fino a 9.500 euro.

L’obbligo di indicare l’origine in etichetta consente anche di salvaguardare l’identità territoriale di un prodotto che è alla base della dieta mediterranea di fronte ad un preoccupante calo dei consumi familiari che in quantità nel primi sette mesi del 2007 si sono ridotti dell’1,2 per cento, secondo i dati Ismea Ac Nielsen.
In Italia si stima un consumo nazionale di 14 kg procapite con una prevalenza per l’extravergine con una percentuale del 78 per cento..
La norma per l’indicazione di origine in etichetta consente di verificare oltre al marchio la reale origine delle olive impiegate e quindi anche di valorizzare gli oliveti italiani che possono contare su 250 milioni di piante, molte delle quali secolari o situate in zone dove contribuiscono al paesaggio e all’ambiente.

L’Italia – continua la Coldiretti – è il secondo produttore europeo di olio di oliva, con due terzi della produzione extravergine e con 38 denominazioni (Dop/Igp) riconosciute dall’Unione Europea, che sviluppano un valore della produzione agricola di circa 2 miliardi di Euro e garantiscono un impiego di manodopera per circa 50 milioni di giornate lavorative.
Dal punto di vista commerciale – conclude la Coldiretti – nel 2006, a fronte di una produzione stimata in 630mila tonnellate, le importazioni di 430mila tonnellate superano nettamente le esportazioni pari a 280mila tonnellate.

I Consigli per Acquistare Olio d’Oliva Made in Italy

Scegliere uno dei 38 oli extravergini d’oliva Dop che hanno ottenuto un riconoscimento comunitario e vengono prodotti in base a uno specifico disciplinare di produzione in un territorio delimitato.
Per il 2008 si stima che ne saranno consumate 8 milioni di bottiglie; oppure, verificare che sulla bottiglia vi sia l’indicazione (facoltative per legge) prodotto 100% italiano oppure italiano; oppure, acquistare direttamente dalle circa 7800 aziende agricole italiane che offrono il proprio olio. In molti casi è possibile degustare il prodotto prima di acquistarlo.

Le  Proprietà dell’Olio di Oliva Made in Italy ·

  • Anticolesterolo
    Ne riduce l’eccesso, non generando quello “cattivo” (LDL), ma favorendo, la formazione di quello buono (HDL) che garantisce l’integrità delle arterie e le ripulisce da eventuali placche arteriosclerotiche.
  • Contro l’invecchiamento
    La presenza di tocoferoli (vitamina E) e polifenoli gli conferiscono un ruolo importante nell’attività antiossidante e anti-radicalica limitando l’invecchiamento cellulare.
  • Per la crescita
    La ricchezza di grassi insaturi assicura uno sviluppo più equilibrato nei bambini, aiutando il tessuto cellulare nell’assimilazione di sostanze indispensabili, ma anche nei ragazzi in quanto un organismo in crescita ha bisogno di un supplemento nell’apporto quotidiano di energie e calorie;
  • Regolatore intestinale 
    Facilita l’attività epatica, regola quella intestinale, riduce i rischi di ulcere gastriche e duodenali, esercita un’azione lassativa e contribuisce a correggere la stipsi cronica; inoltre ha un effetto protettivo contro la formazione di calcoli biliari. ·
  • Digeribile
    è dimostrato scientificamente che è l’unico digeribile al 100%, contro l’85% dell’olio di semi di girasole, l’81% di quello di arachidi ed il 36% dell’olio di semi di mais.Rispetto ad altri grassi, in particolare a quelli di origine animale, l’olio extra vergine di oliva è quello che si digerisce più velocemente.
  • Antinfiammatorio
    Possiede un composto naturale finora sconosciuto, l’oleocantale che ha gli stessi effetti antinfiammatori degli antidolorifici non steroidei più usati.
    Questa sostanza, assunta regolarmente, a lungo termine può dimostrarsi anticancerogena.

Fonte: Elaborazioni da www.coldiretti.it

Contro le Frodi sull’Olio di Oliva Made in Italy

Alimentazione Sicura, Lotta alle Frodi con la Risonanza Magnetica clicca qui..

Pubblicato il: 11 Agosto 2016
Aggiornato il: 11 Ottobre 2020

Olio e Frittura

Che olio si usa per la friggitrice?

Per una corretta frittura che salvaguardia la nostra salute e salva il gusto dei cibi, attenti scrupolosamente a queste semplici regole: utilizzare solo oli o grassi alimentari idonei per la frittura e in ogni caso quelli più resistenti al calore ridurre gli alimenti da friggere in piccole porzioni, o in fette sottili.
Evitare quanto possibile la presenza di acqua (far asciugare il cibo) e l’aggiunta di sale o altre spezie che accelerano l’alterazione degli oli e dei grassi. E consigliabile aggiungere le spezie, preferibilmente, dopo la frittura non risparmiare sulla quantità di friggere sempre in abbondante olio, tanto da consentire ai cibi di galleggiarvi agevolmente  la temperature dell’olio non deve assolutamente superare i 180°C se disponi di una friggitrice e opportuno abbinargli un termometro se usi il fornello della cucina cerca di regolare la fiamma per mantenere il più possibile costante la temperatura dell’olio.
Alzare la fiamma per il tempo necessario, solo quando si mette nel recipiente il cibo che è ovviamente e più freddo non introdurre cibi freddi, e consigliabile
portarli prima a temperatura ambiente non aggiungere mai il sale nell’impanatura, perchè concentra l’ umidità impedendo la formazione della crosticina dopo la frittura è bene agevolare mediante scolatura l’eliminazione dell’eccesso di olio assorbito dall’alimento e asciugarlo su carta assorbente che va poi tolta una volta intrisa di grasso da evitare assolutamente la pratica della ricolmatura (aggiunta di olio fresco all’olio usato).

L’olio fresco a contatto con l’olio usato inizia alterarsi molto più rapidamente proteggere gli oli ed i grassi dalla luce e dal calore Una corretta frittura la si ottiene quando il cibo è immerso in un bagno d’olio che, raggiunta una temperatura di 160-180°C, provoca l’evaporazione dell’acqua superficiale (da qui la formazione della famosa crosta dorata) e la cottura omogenea della parte interna dell’alimento.

Spesso si cade in alcuni errori che più o meno tutti compiono, in quanto si tende a frigge in poco olio e con
molto cibo per volta, magari congelato, il quale raffredda il bagno rallentando cosi il processo di cottura. In queste condizioni
si provoca un maggiore assorbimento di olio da parte del cibo che stiamo per friggere

La quasi totalità dell’olio di semi reperibile sul mercato si ottiene con processi chimici seguiti da ulteriore raffinazione.

Da qualche anno alcune aziende hanno iniziato a produrre oli di semi estratti solo con processi meccanici, naturalmente ad un prezzo molto più alto. Come potete notare dalla tabella soprastante i tanto pubblicizzati oli di semi sono molto in basso nella scala della stabilità ad eccezione dell’olio di palma raffinato e quello di arachide.
Tanto che nel resto di Europa sulle confezioni di olio di semi un’avvertenza invita a non usarlo per tale scopo (la scritta sull’etichetta può essere sostituita da un simbolo raffigurante una padella con una croce o un no. In Italia questa normativa non esiste, per cui lo stesso olio che altrove si raccomanda di non portare alle alte temperature, da noi viene normalmente usato proprio per friggere. Tra gli oli non raffinati il punto di fumo più alto è registrato dall’olio extravergine d’oliva (210 gradi) che quindi è il più; adatto per friggere (vedi ciclo di produzione dell’olio di oliva), mentre i gettonati oli di semi di girasole o di mais hanno un punto di fumo molto basso. Numerosi studi a riguardo hanno dimostrato un dato certo, l’olio di oliva, in generale, è il miglior grasso da frittura in assoluto per quanto riguarda sia gli aspetti nutrizionali che salutistici. Scegliete quindi un olio per la vostra frittura tenendo in considerazione quanto avete letto in questo articolo e sopratutto diffidate delle pubblicità.

Consigli e raccomandazioni per l’uso degli oli e dei grassi utilizzati per la frittura.

Differenza tra olio evo Italiano e olio di semi

L’olio di semi è più chiaro e meno saporito, ma non per questo più digeribile….clicca qui….

Pubblicato il: 10 Agosto 2016
Aggiornato il: 31 Agosto 2020

La produzione di olio di oliva in Italia

produzione di olio di oliva

La produzione di olio di oliva

Nel nostro Paese, si producono, mediamente, circa 450-500 mila tonnellate di olio di oliva per un valore di circa 3,5 miliardi di euro, contro l’attuale produzione della Spagna che supera il milione di tonnellate (in crescita).
Sono oltre 1,2 milioni gli italiani che fanno olio, anche se la maggioranza di essi producono quantitativi destinati al consumo famigliare.
La superficie media aziendale è di poco inferiore ad un ettaro di terreno. E’ indiscutibilmente risaputo che l’olio d’oliva è un prodotto dalle indiscusse virtù, sia per il palato ma soprattutto per le proprietà salutistiche ampiamente dimostrate da diverse ricerche scientifiche.

Su una media produttiva nazionale di 6.5 – 7 milioni di quintali, più del 80% viene prodotto nelle regioni del sud Italia, Puglia, Calabria e Sicilia hanno un’incidenza sulla produzione Nazionale di circa il 80% di tutto l’olio di oliva che si produce ogni anno in ITALIA.

Il rimanente della produzione che ha una certa rilevanza se la dividono  Liguria, Umbria, Toscana, e Abruzzo.
L’Italia è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una produzione nazionale media di oltre 6 milioni di quintali, due terzi dei quali extravergine e con oltre 50 denominazioni (Dop) riconosciute dall’Unione Europea.

L’ oli extravergine di oliva Italiani non sono tutti uguali

Ognuno, infatti, racconta una storia diversa e si differisce in base alla varietà di olive utilizzate, dette cultivar clicca qui……

Pubblicato il: 10 Agosto 2016
Aggiornato il: 14 Ottobre 2016

Olio di oliva sofisticato

Olio extravergine di oliva sofisticato

39 persone residenti nelle province di Napoli, Milano, Varese, Torino e Foggia, accusate di associazione per delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di olio extra vergine di oliva sofisticato.
Con essi sono stati sequestrati sette oleifici, due nel Napoletano e cinque in Puglia, nel Foggiano. 25 mila litri di olio, stavano per essere distribuiti all’estero, in Stati Uniti, Germania e Svizzera. La sofisticazione avveniva mediante l’utilizzo di oli di semi insaporiti con betacarotene e colorati con clorofilla industriale, utilizzando etichette di fantasia riferite ad aziende inesistenti. La notizia si è diffusa nella mattinata, l’inchiesta è partita grazie al lavoro di campionamento che periodicamente eseguono i carabinieri del Nas, quando a Torino si sono accorti di alcune partite di olio contraffatto.

Molte sono state le segnalazioni di commercianti e ristoratori, soprattutto foggiani che si erano accorti della sofisticazione di alcuni prodotti con le relative etichette fasulle. L’olio di semi arrivava dagli Stati Uniti d’America, abilmente, i personaggi coinvolti nell’inchiesta, provvedevano a trasformarlo in olio di oliva aggiungendo clorofilla per il colore e betacarotene per confondere il gusto.

I sigilli sono stati posti all’oleificio Sinerchia di Cerignola e Vaira di Foggia.

Il gruppo era ben organizzato, fabbricavano false etichette che poi applicavano sulle bottiglie in vetro o sulle lattine acquistate da una ditta di Modugno che è stata posta sotto sequestro.

Al medesimo gruppo un litro di olio contraffatto costava meno di 80 centesimi, lo stesso veniva poi venduto per 4-5 euro al litro: un’attività che in sedici mesi avrebbe fruttato circa otto milioni di euro fonte: la stampa.it

Come riconoscere un Olio Extravergine al 100% italiano?
Bisogna prestare attenzione e leggere bene l’etichetta infatti tanti oli in commercio per diventare commestibili subiscono dei trattamenti chimici clicca qui…

Pubblicato il: 10 Agosto 2016
Aggiornato il: 14 Ottobre 2016

L’Olio non era Extravergine

Non era Olio Extravergine

Il pm Guarinielloaccusa di frode i rappresentanti legali delle società olearie. Sarebbero coinvolti anche marchi entrati nella storia della pubblicità come Carapelli, Bertolli e Sasso

Olio Extravergine di oliva Italiano
Olio Extravergine di oliva Italiano

Il ministro Martina: “Fondamentale tutelare un settore strategico, da mesi controlli rafforzati”
Non era extravergine l’olio venduto da una serie di grandi case produttrici, ma era di categoria “2”, ovvero semplice “olio vergine”, meno pregiato e soprattutto meno costoso. Lo ha scoperto il procuratore Raffaele Guariniello che, dopo la segnalazione di un periodico specializzato in alimenti, ha mandato i carabinieri dei Nas di Torino a prelevare alcune bottiglie campione nei supermercati torinesi. A sorpresa, però, sono risultati “taroccati” alcuni condimenti tra i più venduti, e sette rappresentanti legali delle aziende olearie coinvolte sono così stati indagati con l’accusa di frode in commercio. “Si tratterebbe dei marchi Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Primadonna (confezionato per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin)”, tutti oli prodotti in Toscana, Abruzzo e Liguria.

Il pm ha iniziato a indagare dopo aver ricevuto una segnalazione da una rivista di tutela dei consumatori, “Il test“, e dopo aver ricevuto i risultati dal monopolio delle dogane, ha informato il ministero delle Politiche agricole. Il periodico, lo scorso maggio, aveva pubblicato un servizio da cui risultava che “ben 9 delle 20 bottiglie” fatte analizzare “dal laboratorio chimico di Roma dell’Agenzia delle Dogane sono state declassate dal comitato di assaggio a semplici oli di oliva vergine”. Guariniello ha fatto ripetere l’accertamento, ordinando ai carabinieri del Nas di prelevare altri campioni. Ora le indagini proseguiranno per fare ulteriori accertamenti sulla provenienza delle olive.

Sul caso si registra intanto il commento del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina: “Seguiamo con attenzione l’evoluzione delle indagini della Procura di Torino, perché è fondamentale tutelare un settore strategico come quello dell’olio d’oliva italiano. Da mesi abbiamo rafforzato i controlli, soprattutto in considerazione della scorsa annata olearia che è stata tra le più complicate degli ultimi anni. Nel 2014 il nostro Ispettorato repressione frodi ha portato avanti oltre 6 mila controlli sul comparto, con sequestri per 10 milioni di euro. È importante ora fare chiarezza per tutelare i consumatori e migliaia di aziende oneste impegnate oggi nella nuova campagna di produzione”.

Anche il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, si sta interessando della vicenda: dopo aver appreso dell’apertura dell’inchiesta, informa un comunicato della procura, “ha richiesto in visione il relativo procedimento al fine di valutare l’opportunità di co-assegnazione a se stesso, di accertare le modalità di diffusione della informazione sopra citata e di verificare la competenza territoriale in ordine alle ipotesi di reato per cui si procede”.

fonte: torino.repubblica.it

Olio Evo

Per Conoscere l’Olio Extravergine di Oliva e l’Olio Evo clicca qui……

Pubblicato il: 9 Agosto 2016
Aggiornato il: 17 Agosto 2016

Olio di Oliva a Tre Euro

Non comprate olio d’oliva a 3€ !

Non è olio!”

olio d oliva
olio d oliva

Ecco tre video choc per capire

Spesso non è olio d’oliva, spesso nelle navi che trasportano l’olio ci trasportano di tutto, anche idrocarburi, spesso ci mettono olio tagliato con altre schifezze o proviene dalle raffinerie dell’olio e se arriva in Italia dalla Tunisia passando per la Spagna diventa olio comunitario.

“È incredibile che il lampante, cioè un olio che non è neanche commestibile, viene importato in quantità enormi dalle aziende di olio italiane arriva Italia, il cui scopo non è dichiarato ma verrà miscelato e posto sullo scaffale dei supermercati.

I produttori non riescono a competere con questi prezzi bassi del finto olio di extravergine di oliva, perciò molti vendono all’estero a giapponesi o americani, invece quelli che non riescono abbandonano gli uliveti. Una bottiglia da 10€ a litro non può competere con quella da 2,5€, ma bisogna sapere quello che c’è dentro!
L’olio extravergine di oliva si può fare “anche” con le olive, ma non solo. In commercio, in alcuni casi, di olio extravergine di oliva non vi è nemmeno l’ombra. Tant’è che l’olio extravergine di oliva risulta ai primi posti della classifica dei prodotti più contraffatti.
In Tutti i Frantoi c’è un contenitore, in gergo chiamato “l’inferno”, usato per metterci l’olio cattivo, chiamato lampante, perché era usato in passato per lampade a petrolio. Oggi è richiestissimo dalle grandi industrie alimentari, poiché dopo rettifica chimica, opportunamente miscelato con oli extravergine di oliva di qualità, viene venduto come olio di oliva.
L’olio difettoso può essere bonificato con la raffinazione e la deodorazione. Poi può essere ricostituito e sofisticato in tutti i modi possibili per renderlo più gradevole; può essere miscelato con vari oli (girasole, palma, etc), colorato di verde con la clorofilla e simili. Purtroppo la chimica degli imbrogli è più forte di quella dei controlli, e i forti interessi economici prevalgono sugli effetti deterrenti delle pur pesanti sanzioni amministrative e penali.
Il vero olio extravergine di oliva è difficile da reperire.

Guardate questi brevi video dove ci sono delle inchieste fatte da La7 e PresaDiretta. Il mio consiglio è di comprare da frantoi e aziende agricole locali e quando non è possibile comprare olio biologico italiano raccolto a mano ed estratto a freddo.

Per visualizzare i video cliccare in basso dove abbiamo appreso la fonte della notizia.
fonte: la Stella

Qui sotto altre inchieste:

Sempre più truffe…si annidono nel mondo oleario
vediamo come Presa Diretta ci aggiorna sull’ultimo scandalo dell’olio a 1.99 euro, oppure come un Olio Lampante non commerciabile possa divenire Olio Extravergine di Oliva…..vai su rai.tv.....

Un’altra inchiesta svela come da Olio Tunisino o comunitario diventa Olio Biologico Italiano…l’inchiesta è stata fatta da Danilo Lupo su La7 ha seguito da Livorno a Roma fino a Lecce il filo di una frode milionaria che specula sul crollo della produzione di extravergine made in italy….

Che cos’è l’olio EVO / OEVO clicca qui….

Pubblicato il: 16 Luglio 2016
Aggiornato il: 28 Settembre 2020