Etichettatura Olio

L’art. 3 del decreto legislativo 109/92 elenca al primo comma le indicazioni che debbono
obbligatoriamente apparire sulla confezione di un prodotto alimentare e dunque anche sulle
confezioni degli oli di oliva; tali indicazioni (adattate agli oli di oliva) sono le seguenti e devono figurare sulle etichette nel momento in cui gli oli di oliva sono posti in vendita al consumatore
(art. 3, terzo comma, d. lgs. 109/92):

  1. la denominazione di vendita;
  2.  la quantità netta o, nel caso di prodotti preconfezionati in quantità unitarie costanti,
  3. la quantità nominale;
  4.  il termine minimo di conservazione ;
  5.  il nome o la ragione sociale o il marchio depositato e la sede del fabbricante o del
    confezionatore o di un venditore stabilito nella CE;
  6. la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento;
  7. una dicitura che consenta di identificare il lotto di appartenenza del prodotto;
  8. le modalità di conservazione;

Le indicazioni di cui sopra debbono essere riportate in lingua italiana; è consentito riportarle anche in più lingue.

Denominazione di vendita

per l’olio extra vergine di oliva: «olio d’oliva di categoria superiore ottenuto
direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici»;

per l’olio di oliva composto da oli d’oliva raffinati e da oli d’oliva vergini: «olio
contenente esclusivamente oli d’oliva che hanno subito un processo di raffinazione e oli
ottenuti direttamente dalle olive»;

La quantità. Cenni alle disposizioni metrologiche

Si è già detto che la quantità di olio contenuta nella confezione destinata al consumatore finale non deve superare i cinque litri, e, tuttavia, in deroga a tale disposizione, le confezioni destinate a ristoranti, mense, collettività e enti assimilati possono arrivare fino a 25 litri.

Il termine minimo di conservazione
la differenza tra la data di scadenza e il termine minimo di conservazione ed è
quest'ultimo che va indicato per i prodotti come gli oli vegetali, che possono essere consumati anche dopo lo spirare del termine stesso senza, si ripete, particolari conseguenze.

Nel caso di olio extra vergine di oliva 100% italiano e di una sola campagna olearia va indicata obbligatoriamente anche la campagna di produzione.
Di più, la campagna di produzione deve obbligatoriamente precedere il termine minimo di conservazione.

Ricordiamo infine che il regolamento comunitario 1335/2013, all'articolo 1 comma 2 stabilisce che “l’indicazione della campagna di raccolta può figurare soltanto quando il 100 % del contenuto dell’imballaggio proviene da tale raccolta.” E' quindi fatto divieto di pubblicare la campagna olearia quando si tratta di miscela di più annate.

L’informazione di cui all’art. 3 del reg. 1019/2002
per l’olio extra vergine di oliva: «olio d’oliva di categoria superiore ottenuto
direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici»;
per l’olio di oliva vergine: «olio d’oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente
mediante procedimenti meccanici»;
per l’olio di oliva composto da oli d’oliva raffinati e da oli d’oliva vergini: «olio
contenente esclusivamente oli d’oliva che hanno subito un processo di raffinazione e oli
ottenuti direttamente dalle olive»;
per l’olio di sansa di oliva: «olio contenente esclusivamente oli derivati dalla lavorazione
del prodotto ottenuto dopo l’estrazione dell’olio d’oliva e oli ottenuti direttamente dalle
olive».

Riferimenti al responsabile commerciale
Per sede, come chiarisce il comma 5 dell’art. 3 del d. lgs. 109/92, si intende la
località ove è ubicata l'azienda o, come subito si vedrà, lo stabilimento.

La sede dello stabilimento di confezionamento.
l’indicazione stessa può essere omessa nel caso di stabilimento ubicato nello stesso luogo della sede già indicata in etichetta.

Indicazione dell’origine
L’obbligo dell’indicazione dell’origine è diventata obbligatoria per l’olio extravergine di
oliva e per l’olio di oliva vergine a partire dal 1° luglio del 2009, come sancito dal reg. Ce
182/2009.

Le modalità previste dal reg. Ce 182/2009 per indicare l’origine sono tre:
1. olio ottenuto nello stesso Stato Membro di raccolta delle olive: in questo caso è possibile richiamare l’origine indicando il nome del Paese seguito da diciture quali
“Prodotto in…”, “Ottenuto in ….”, ma anche indicazioni del tipo “100% prodotto in …”.

2. olio ottenuto in uno Stato Membro con olive provenienti da altri Stati Membri/Paesi
terzi: in questo caso l’indicazione dell’origine deve essere apposta adottando la seguente
dicitura “Olio (extra) vergine di oliva ottenuto in …. da olive raccolte in …”. Anche in
questo caso il nome dello Stato Membro può essere sostituito da un riferimento alla
Comunità. Qualora fosse necessario indicare più Stati Membri/Paesi terzi, questi devono
essere menzionati in ordine ponderale decrescente in relazione alla quantità apportata.

3. miscele di oli comunitari e/o non comunitari: in questo caso le modalità di indicazione
dell’origine sono una delle seguenti, da utilizzarsi in relazione alla tipologia di prodotto:
a. “Miscela di oli di oliva comunitari”, oppure un riferimento alla Comunità;
b. “Miscela di oli di oliva non comunitari”, oppure un riferimento all’origine non
comunitaria;
c. “Miscela di oli di oliva comunitari e non comunitari”, oppure un riferimento
all’origine comunitaria e non comunitaria.

7. Lotto
che per lotto si intende un insieme di unità di vendita di una derrata alimentare, prodotte,
fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche, in ogni caso in modo da essere facilmente visibile,chiaramente leggibile ed indelebile ed è preceduto dalla lett. "L".

8. ETICHETTATURA NUTRIZIONALE
Si intende per etichettatura nutrizionale (art. 3 D. lgs. 77/93) una dichiarazione riportata
sulla etichetta e relativa al valore energetico ed ai seguenti nutrienti:
1) le proteine;
2) i carboidrati;
3) i grassi;
4) le fibre alimentari;
5) il sodio;
6) le vitamine e i sali minerali elencati nell'allegato al D. lgs. 77/93 e presenti in quantità
significativa secondo quanto previsto nell'allegato stesso, cioè in quantità non inferiore al
15% della R.D.A. (razione giornaliera consigliata).

2.2 Le regole specifiche sull’etichettatura volontaria degli oli di oliva
a) Diciture relative alle lavorazioni "a freddo":
«prima spremitura a freddo»: questa dicitura è riservata agli oli d’oliva vergini o extra
vergini ottenuti a meno di 27°C con una prima spremitura meccanica della pasta d'olive, con un sistema di estrazione di tipo tradizionale con presse idrauliche;
«estratto a freddo»; questa dicitura è riservata agli oli d’oliva vergini o extra vergini ottenuti a meno di 27°C con un processo di percolazione o centrifugazione della pasta d’olive.

b) Indicazioni delle caratteristiche organolettiche
E’ da segnalare che attualmente il suddetto metodo di analisi sulle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini prevede solo tre attributi positivi: “fruttato”, “amaro”, “piccante”.

c) Diciture in materia di acidità o di acidità massima
Queste diciture possono figurare unicamente se accompagnate dalla menzione, in
caratteri delle stesse dimensioni e nello stesso campo visivo, dell’indice dei perossidi, del
tenore in cere e dell'assorbimento nell'ultravioletto, stabiliti a norma del reg. Cee 2568/91 e
s.m..

ETICHETTATURA DEGLI OLI OTTENUTI CON METODO BIOLOGICO
In caso di utilizzo dei termini “Biologico” o delle sue abbreviazioni “Bio” o “Eco” in etichetta devono obbligatoriamente comparire le seguenti informazioni:
1. il logo di produzione biologica, di cui alla figura sotto riportata; il logo può essere riportato anche in bianco e nero e deve avere un’altezza minima di 9 mm e una larghezza di 123,5 mm;
il codice identificativo dell’Organismo di controllo preceduto dall’indicazione “Organismo di controllo autorizzato Mipaaf”; le prime due lettere del codice identificano il Paese (per l’Italia IT).

l’indicazione dell’origine, riportata utilizzando una delle seguenti diciture:
a. “Agricoltura UE” se l’olio ha origine comunitaria;
b. “Agricoltura non UE” se l’olio proviene da un Paese terzo;
c. “Agricoltura UE/non UE” se l’olio è stato ottenuto
miscelando oli di diversa origine.
L’indicazione UE/non UE può essere sostituita dal nome del/i Paese/i.
4. il codice dell’operatore, attribuito dall’Organismo di controllo.
Dal 1° luglio 2010 il logo comunitario e l’indicazione dell’origine devono obbligatoriamente
figurare in etichetta; fino a questa data la loro apposizione è facoltativa.

 

 

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