Olio made in Italy

L’Italia Olivicola per quest'anno non è più il maggior produttore,viene  superata da Spagna, Grecia e Tunisia.

L’Italia, per decenni, è stata leader indiscussa di mercato nel settore dell’extra vergine di oliva e punto di riferimento per il settore olivicolo-oleario a livello mondiale. Negli ultimi anni la situazione è però cambiata. Adesso  nello scenario produttivo emergono paesi come la Spagna, la Grecia, la Tunisia e anche la Siria, con produzioni annuali che  superano le 200 mila tonnellate,

Il nostro paese punta alla qualità dell’extravergine di oliva, ma questo non basta.

Il calo della produzione dell’olio ha inevitabilmente fatto perdere la posizione di maggiore esportatore sul mercato globale.. Per il semplice fatto che nel nostro Paese si produce molto meno olio di quanto ne viene consumato ed esportato.

Recandosi presso  qualsiasi supermercato ci si accorge  che la maggior parte delle bottiglie di olio in vendita, anche quelle prodotte da marchi italiani riporta la dicitura “prodotto con miscela di olii dell’Unione Europea”.

Questo significa che nelle bottiglie di olio d’oliva imbottigliate in Italia non c’è il 100% di olio made in Italy.

Nella scorsa stagione il nostro Paese ha prodotto 182 mila tonnellate di olio d’oliva. Gli italiani ne hanno però consumate 560 mila tonnellate e ne sono state esportate 190 mila.

Quindi un problema cè ? In effetti nelle bottiglie ci finiscono oli prodotti in Portogallo, Grecia e soprattutto Spagna.

In effetti se prendiamo a confronto  due oliveti, un superintensivo spagnolo e un intensivo italiano. Entrambi meccanizzabili, da recenti ricerche, la produttività di un superintensivo è stimabile in 100-120 quintali/ettaro mentre quella di un intensivo italiano in 70-90 quintali/ettaro.

Per l'oliveto superintensivo, con una produzione di 110 quintali ad ettaro e una resa media del 12%, avremo 13,2 quintali di olio che a 5 euro/kg corrispondono a 6600 euro.
Per l'oliveto intensivo italiano, con una produzione di 80 quintali ad ettaro e una resa media del 14%  avremo 11,2 quintali di olio che a 6,2 euro/kg corrispondono a 6944 euro.

Da questa analisi le considerazioni che vengono tratte sono che:
Grazie al libero mercato, vi è una differenza di prezzo del 30% tra olive/olio di varietà italiane e quelle estere. Ovvero l'olio da superintensivo in Italia ha quotazioni a metà strada tra quello comunitario e quello tipicamente italiano.
In questa situazione è certamente un affare importare olio  dalla  Spagna o Tunisia, spacciandolo illegalmente poi per italiano, con un utile ,illecito,  di circa 1 euro/kg.

L’olio vergine spagnolo viene acquistato dalle multinazionali dell’olio e  se imbottigliato nel nostro Paese  venduto come olio italiano. Anche all’estero l’olio prodotto con miscele di oli italiani, portoghesi, spagnoli e greci viene pubblicizzato come olio made in Italy.

Di recente una nota trasmissione televisiva ha scoperto  come avviene la truffa  dell’olio extravergine: gli importatori italiani comprano olio spagnolo che sulla carta risulta essere extravergine ma che in realtà non lo è affatto. Può essere olio vergine ma non solo. Ad esempio viene venduto olio lampante, l’olio che si ottiene spremendo olive marce o mal conservate, che non ha un buon sapore, tant’è che veniva utilizzato per l’illuminazione. La contraffazione dell’extravergine d’oliva che viene venduto come olio d’oliva ma che si ottiene da illecita miscelazione con materie prime di categoria inferiore oppure con provenienza da altri paesi .In particolare veniva presentato come olio extravergine 100% italiano una miscela di olio vergine e olio lampante deodorato, ovvero trattato chimicamente.

Il fatto che un olio (vergine o extravergine) non venga prodotto in Italia o che sia frutto della miscelazione di più oli non significa che non sia buono. Il problema nasce ovviamente quando un prodotto viene venduto per quello che non è e quindi si commette una frode.

Quale è il  vantaggio di vendere come “italiano” un olio che non lo è al 100% è evidente che l’imbottigliatore risparmia sui costi e può vendere l’olio ad un prezzo maggiore. In questi casi  la colpa non è dei mercati stranieri, come a volte la politica  intende far capire difendendo la produzione di olio italiano .

Ma al contrario, le responsabilità sono dei produttori italiani che vanno all’estero per acquistare  un certo tipo di prodotto, tutto a discapito della qualità e del mercato dell’olio italiano.